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Dermatologia (Comunicati stampa - 2011-01-13 14:22:19)

Tecniche che curano fratture e malattie dello scheletro con cellule staminali Firenze il leader

CTO all'avanguardia nell'uso dell'ingegneria tessutale per la ricostruzione dell'osso.

Adesso guarire si può anche dalle fratture e dalle patologie ossee più complicate. Un messaggio di ottimismo e di speranza che due noti specialisti dell'Università, alla vigilia di un importante convegno scientifico, indirizzano ai pazienti affetti da patologie traumatiche,
degenerative e tumorali.
La nuova tecnica, di portata rivoluzionaria, si chiama Ingegneria Tessutale
consiste nell'applicare le biotecnologie alle procedure medico-chirurgiche. I due specialisti sono il Professor Massimo Innocenti, Ordinario di Ortopedia, e la Professoressa Maria Luisa Brandi, Ordinario di Endocrinologia nell'Università di Firenze, che nei loro reparti del CTO hanno dato vita a una speciale collaborazione tra applicazione e ricerca, grazie alla quale l'Ateneo Fiorentino è oggi uno dei centri internazionali di eccellenza per la cura delle fratture e delle malattie ossee.
Per una verifica delle esperienze maturate sul campo e degli incoraggianti studi sperimentali nasce il Convegno Tessue Engineering in osteoarticular disorders in programma sabato15 Gennaio al Villa Olmi Resort di Bagno a Ripoli.
Per confrontarsi ai più alti livelli, gli organizzatori hanno chiamato uno dei "padri" dell'Ingegneria Tessutale, il Professor Philippe Hernigou, docenteall'Università di Parigi, lo scienziato che per primo ha trattato le pseudoartrosi, cioè le fratture non guarite, con cellule staminali autologhe.
Si tratta, in sintesi, di un intervento chirurgico mini-invasivo con elevatissime percentuali di successo e privo di rischi e complicanze.
I protagonisti dell'Ingegneria Tessutale, spiega la Professoressa Brandi, sono le cellule, in grado di riprodurre tessuti, gli scaffolds, cioè le impalcature sulle quali esse si organizzano, e i fattori di crescita che stimolano l'intero processo ricostruttivo; le prospettive di questi studi sono di straordinariaimportanza sul piano scientifico, umano, sociale ed economico.
L'applicazione di queste tecniche, chiarisce il Professor Innocenti, sta diventando prassi quotidiana in centri specialistici quali il CTO di Firenze:
nella cura delle complicanze delle fratture, negli esiti invalidanti dell'artrosi dell'anca e del ginocchio, per i quali incrementano i risultatidella chirurgia protesica anche nelle revisioni, cioè quando si deve sostituire una protesi, nonché nella cura ricostruttiva dei tumori ossei.
Procedure su tessuti biologicamente più complessi quali legamenti, cartilagine e tendini, offrono risultati clinici anch'essi di gran lunga migliori rispetto alle vecchie tecniche.

Fonte: Catola & Partners