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Dietologia (Articoli - 2009-09-24 14:18:45)

Controllare il diabete e prevenire l’obesitŕ a tavola

Alcuni consigli per una dieta non punitiva. Chi inizia una dieta si trova spesso circondato dallo sconforto per non riucire a proseguire: porzioni ridotte, ingredienti poco saporiti, grassi eliminati... i pasti diventano insipidi, ripetitivi, tristi, la tentazione di smettere è forte e magari ha la meglio sui buoni propositi.

Seguire una dieta è per tante persone una cosa difficile, ma a volte farlo è una necessità, spesso la si deve affrontare non solo perchè con qualche chilo in più non ci si piace, ma proprio perchè ci sono problemi di salute, obesità, sovrappeso, colesterolo alto, diabete e alla preoccupazione per lo stato di salute si aggiunge il sacrificio di dover seguire una dieta ripetitiva, addirittura punitiva.

Come si può, quindi, fare in modo che la dieta non sia una punizione?
Si può migliorare la qualità della vita senza rinunciare ai piaceri della tavola e tenendo sotto controllo la salute?

La qualità della vita dipende, infatti, anche dall’alimentazione che dovrebbe essere il più possibile sana ma anche soddisfacente.
È possibile appagare i propri sensi e nel contempo non essere sopraffatti dai sensi di colpa, si può mangiare sano e con gusto, è sufficiente usare alcuni accorgimenti.

Innanzitutto è importante scegliere bene prodotti e ingredienti da utilizzare, consumare cereali integrali e ortaggi freschi al posto dei cereali raffinati e dei vegetali conservati, olio extravergine di oliva, pesce, latte scremato, latticini freschi. Per preparare il sugo per la pasta, ad esempio, è buona abitudine utilizzare i pomodori freschi anziché quelli in scatola, il sugo sarà certamente più buono.
Anche l’uso di erbe aromatiche e spezie è una buona abitudine, così come la riduzione o la eliminazione degli alimenti conservati sotto sale o salamoia, dadi ed estratti di carne, in questo modo si riduce il consumo di sodio.

Queste regole di massima permettono anche a chi soffre di diabete, di patologie vascolari e a chi è in sovrappeso di affrontare una dieta non punitiva.

Un’altra possibilità di ridurre i grassi consiste nel fare uso di brodo vegetale preparato utilizzando acqua naturale oligominerale e aggiungendo le verdure più diverse, mondate e tagliate a pezzi, evitando quelle verdure dal sapore dominante come ad esempio carciofi, cardi, scorzonera, rucola, cicoria, indivia, cavolini di Bruxelles, cavolfiori, broccoli, barbabietole. L’olio si aggiunge crudo e alla fine così come, sempre alla fine si aggiunge il sale.

A proposito di sale ci si domanda spesso quale sia la quantità giusta da usare, per esempio quanto buttarne nell’acqua per fare la pasta. Salvo prescrizioni diverse date a chi è seguito da uno specialista, la quantità giusta per la pasta è di 8 grammi per litro di acqua, riuscire a ridurli ancora di un po’ è addirittura meglio.

Particolare attenzione all’alimentazione devono prestarla, come si diceva, i diabetici.
Fino a qualche tempo fa anche la dieta del diabetico era impostata in termini di restrizioni e divieti.
Più recentemente le società scientifiche internazionali hanno affermato che il paziente diabetico necessita di una alimentazione varia, simile a quella delle persone sane, questo perchè un’alimentazione appagante predispone il diabetico a raggiungere gli obiettivi metabolici previsti.

Uno spunto su come organizzare i propri pasti i diabetici possono trarlo dal ricettario salutistico - e al contempo goloso - “Le regioni in pentola e l’arte del mangiar sano. 510 ricette della grande tradizione italiana reinterpretate dagli autori: un aiuto per controllare il diabete e prevenire l’obesità”.
Questo ricettario rielabora gran parte delle ricette tradizionali delle regioni italiane applicando accorgimenti dietetici, infatti se la dieta permette di controllare la malattia e di evitare complicanze è anche possibile renderla più saporita e fantasiosa.

Una ricetta estratta dal libro: Pasta pomodoro e alici

“Sbollentate, pelate, private dei semi e spezzettate 200 g di pomodori
da sugo. Pulite, diliscate, lavate e tritate 4 acciughe fresche.
Mondate e tritate 1 spicchio di aglio e 1 mazzetto di prezzemolo.
Fate cuocere per 15 minuti in una casseruola il pomodoro, l’aglio, 4 foglie di basilico spezzettate e 2 cucchiai di brodo vegetale. 5 minuti prima che sia pronto il sugo unite le acciughe. Regolate di sale e di pepe.Fate cuocere 2 porzioni di pasta integrale in una pentola con abbondante acqua leggermente salata al bollore. Per le porzioni, fate riferimento alla dieta personalizzata prescritta dal vostro specialista.
Scolatela nella casseruola e fatela saltare per 2 minuti, unendo 2 cucchiai di olio, 1 mestolino di acqua di cottura e il prezzemolo.
A piacere cospargete i piatti con un trito di aneto e coriandolo.

da: “Le regioni in pentola e l'arte del mangiar sano 510 ricette della grande tradizione italiana reinterpretate dagli autori: un aiuto per controllare il diabete e prevenire l'obesità “di Allan Bay e Patrizia Bollo, Editoriale Fernando Folini
ISBN 97888-7266-082-9, Euro 11,00
Con il patrocinio di SID - Società Italiana di Diabetologia

La parola dieta è sempre evocativa di punizione, di oscure minacce e di attentati al piacere.

Questo è il motivo principale che spiega la cattiva disposizione di tutti noi verso le diete: punirsi per star bene?
Flagellarsi per guadagnare la salute? Via, non scherziamo, chi mai lo farebbe...

E se invece così non fosse, se fosse possibile preservare e financo migliorare la qualità della vita senza rinunciare ai piaceri della tavola e tenendo sottocontrollo la salute? Se fosse possibile intervenire con intelligenza sul proprio stile di vita per star meglio e godere di più?

È possibile. Ce lo dimostrano con questo libro un bravo e ghiotto critico gastronomico, Allan Bay, e una brava e ghiotta specialista di diete, Patrizia Bollo, che a quattro mani hanno scritto questa partitura per ghiottoni attenti alla salute.

Diabetici in primo luogo, ma anche tutti gli altri, chi ha problemi di sovrappeso, chi di colesterolo alto e naturalmente chi sta bene e vuole continuare così il più a lungo possibile.

Fonte: Editoriale Fernando Folini