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Allergologia (Articoli - 2009-04-03 10:15:45)

Bambini italiani tra i più sensibili alle allergie respiratorie

Il maggior nemico dei bambini per le allergie respiratorie è l'acaro della polvere di casa; questo è ciò che emerge da un recentissimo studio internazionale pubblicato sulla rivista Allergy: European Journal of Allergy and Clinical Immunology- gennaio 2009.


Dallo studio emerge che la sensibilizzazione allergica più diffusa tra la popolazione infantile in Italia è quella agli acari della polvere della casa, con un aumento del 10% negli ultimi 10 anni.

Milano, 02 aprile 2009 – Le ultime tre decadi sono state caratterizzate da un notevole aumento nella prevalenza delle malattie allergiche, in particolar modo nell’infanzia. Questo dato emerge da un recentissimo studio multicentrico e internazionale pubblicato sulla rivista Allergy: European Journal of Allergy and Clinical Immunology1, che ha indagato lo stato di sensibilizzazione allergica nei primi due anni di vita dei bambini ad alto rischio di sviluppare malattie allergiche e la possibile relazione con l’esposizione a diversi fattori, tra cui quelli ambientali.

ACARI DELLA POLVERE DI CASA: IL PRIMO ALLEATO DELLE ALLERGIE
Nei bambini studiati la percentuale di sensibilizzazione agli allergeni inalanti è elevata (31%): 23% dei bambini è allergico agli acari della polvere della casa, il 13% alla forfora del gatto, l’8% al polline degli alberi, l’8% al polline delle graminacee, il 3% all’alternaria; in molti casi la sensibilizzazione è nei confronti di più allergeni. In generale, in tutti i Paesi analizzati la sensibilizzazione allergica più frequente tra gli aeroallergeni è quella verso gli acari della polvere di casa. Il Prof. Fernando Maria de Benedictis, Direttore dell’Unità Operativa di Pediatria dell’Ospedale Pediatrico Salesi di Ancona, che ha partecipato allo studio, afferma che la sensibilizzazione agli acari della polvere è quella più diffusa, sia nella popolazione infantile italiana sia nella popolazione adulta. “Il rischio di sensibilizzazione per un bambino figlio di genitori entrambi atopici2 è notevolmente più elevato (circa 60% di probabilità di sviluppare l’allergia) rispetto a quello di un figlio di genitori sani (circa 10% di rischio allergico); essendo comunque bassa l’incidenza di coppie di genitori entrambi atopici, la maggior parte dei bambini atopici proviene da genitori normali; in questi casi i fattori ambientali hanno evidentemente un ruolo determinante”. In Italia negli ultimi 10 anni si è rilevato un incremento significativo, del 10%, alla sensibilizzazione allergica agli acari della casa.

I RISCHI E LE STRATEGIE PREVENTIVE
I bambini che presentano sensibilizzazione allergica ed eczema atopico in tenera età sono maggiormente predisposti allo sviluppo di asma e malattie allergiche respiratorie in età adulta. È importante dunque la prevenzione che, come spiega il Prof. de Benedictis, è di due tipi: una prevenzione primaria per evitare che un individuo geneticamente predisposto, cioè figlio di genitori atopici, si sensibilizzi e una prevenzione secondaria, nei confronti dei soggetti già sensibilizzati con elevato rischio di contrarre l’allergia. Nel primo caso la prevenzione più efficace si ottiene associando una serie di misure di intervento, quali la dieta alimentare della mamma, l’allattamento al seno e la prevenzione ambientale; nel secondo caso invece assume un ruolo importante l’adozione di attente misure verso i fattori ambientali, responsabili di manifestazioni allergiche. Le manifestazioni delle allergie derivano dunque sia da fattori genetici che da fattori ambientali ed è per questo che gli interventi di prevenzione, come sottolinea il Prof. de Benedictis, “devono essere multipli e agire su più livelli; è poco verosimile che le singole misure preventive siano da sole sufficienti a impedire l’insorgere delle allergie respiratorie”.

PRECAUZIONI IN CASA: IL PRIMO PASSO PER PROTEGGERE I BAMBINI
In ambito di prevenzione ambientale è stato osservato che l’esposizione domestica ad alte concentrazioni di acari della polvere e al fumo di sigaretta è in grado di favorire la progressione delle malattie allergiche nei soggetti predisposti3. La Società Italiana di Allergologia e Immunologia Clinica fornisce alcuni consigli utili nella pratica quotidiana per la riduzione degli acari e dei loro allergeni, tra cui l’utilizzo di coprimaterassi e copricuscini antiallergici, lavaggio della biancheria della casa almeno una volta alla settimana con acqua calda, pulizia frequente degli ambienti con aspirapolvere con filtro HEPA ed eliminazione di moquette. Sono queste le principali strategie che si possono facilmente adottare tutti i giorni in maniera simultanea per ottimizzare la riduzione degli aeroallergeni in casa a beneficio soprattutto dei più piccoli.

LA TECNOLOGIA: UN VALIDO AIUTO NELLA PREVENZIONE
Moderne tecnologie facilitano l’applicazione di tali misure preventive nell’ambito della vita quotidiana. Esistono strumenti innovativi di lavaggio che, utilizzando il vapore, sono in grado di igienizzare il bucato riducendo allergeni, batteri e funghi. La lavatrice a vapore LG è un ottimo esempio di tecnologia innovativa a beneficio della salute: su di essa sono stati effettuati nel 2008 studi scientifici presso l’Università degli Studi di Milano, che hanno dimostrato la capacità di riduzione degli allergeni, della carica microbica e della carica virale nel bucato, attraverso lavaggi a basse temperature (30°) e anche in assenza di detersivi, grazie all’utilizzo del vapore.

Nello specifico degli allergeni, gli studi hanno valutato la riduzione dell’allergene del pelo di gatto e dell’aeroallergene dell’acaro della polvere di casa in seguito a due diversi programmi di lavaggio della lavabiancheria LG: la funzione vapore ed il programma Allergy Care, con e senza detersivi. I risultati mostrano che sia i cicli a bassa temperatura che quelli specifici come l’Allergy Care, combinati con il vapore sono un mezzo efficace per l’eliminazione di allergeni molto diffusi quale il pelo di gatto e l’acaro della polvere.



1 “The allergic sensitization in infants with atopic eczema from different countries” , Allergy 2009: 64: 295–303  F. M. de Benedictis, F. Franceschini, D. Hill, C. Naspitz, F. E. R. Simons, U. Wahn, J. O. Warner, M. de Longueville, on behalf of the EPAAC Study Group.

2 Per atopia si intende la tendenza da parte del sistema immunitario di un individuo a rispondere ad alcuni stimoli esterni (allergeni) con la produzione preferenziale di anticorpi di tipo IgE (Immunoglobuline E). – Fonte: Società Italiana Allergologia ed Immunologia Clinica.

3 “La Prevenzione delle Malattie Allergiche”, Società Italiana Allergologia ed Immunologia Clinica, 2006.

Fonte: SPRIM Italia - Ufficio Stampa Scientifico LG