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Medicina di base (Articoli - 2003-09-05 20:13:51)

Risonanza magnetica

La Risonanza magnetica un esame che sviluppa immagini dettagliate della parte del corpo che si deve analizzare.

La Risonanza magnetica è un esame che sviluppa immagini dettagliate della parte del corpo che si deve analizzare.

E' innocua
Diversamente dalla radiografia, che per la sua riuscita necessità che il corpo sia inondato di raggi X, nella Risonanza magnetica non c'è alcun tipo di esposizione a radiazioni nocive.
La macchina utilizzata è infatti un generatore di campo magnetico, che stimola la parte del corpo interessata dall'esame a emettere a sua volta onde elettromagnetiche. Alla fine dell'esame, l'energia magnetica corporea si esaurisce, venendo restituita alla macchina che così si impressiona e crea un'immagine della parte che interessa, grazie al lavoro di un computer che elabora i valori magnetici rilevati. Si ottengono così immagini precise e accurate.

Pur essendo molto più sicura e meno dannosa per l'uomo rispetto alle radiografie, la Risonanza è molto meno usata per due motivi, il primo è il costo elevato dell'esame. La macchina che lo elabora è infatti un computer molto sofisticato e costoso. Il secondo è invece costituito dalla lunghezza dell'esame: si deve restare per 40 minuti circa immobili dentro la macchina. Questo può creare problemi di claustrofobia. La Risonanza è però un esame che può indagare tutte quelle parti del corpo che in medicina vengono definite "parti molli": come i tendini, il fegato, le articolazioni, il cuore o il midollo spinale. Nata proprio come esame neurologico, per indagare problemi a livello del sistema nervoso o del cervello, oggi la Risonanza è molto usata in ortopedia per i problemi alle articolazioni, ma il suo impiego si sta allargando a tutti i campi della medicina.

Non va bene per...

L'esame è sconsigliato alle persone che portano un pace-maker.
Precauzioni anche per chi porta protesi metalliche, come placche di ferro o chiodi negli arti. Queste, infatti, potrebbero compromettere la riuscita dell'esame. Nessun problema creano invece tutti i tipi di protesi dentarie.
Non si può fare la Risonanza quando si è già stati operati per la cataratta ed è stato inserito nell'occhio un cristallino fisso al posto di quello malato.

Nome Paziente: Mario Rossi
N° cart.: 60278251
Data di nascita: 02/10/60
Reparto: amb. ortopedia
Esame: Rm muscolosch.


RMN GINOCCHIO DESTRO
Indagine eseguita mediante acquisizioni SE T1 sagittali, FFE T2 sagittali, coronali e assiali.
Non alterazioni di segnale in ambito meniscale e a carico dei legamenti crociati anteriore e posteriore.
Non lesioni ossee focali.
Presenza di liquido nei recessi dei legamenti crociati e nel recesso retroquadricipitale.

Referto del 07/12/98
Il radiologo

L'esame in pratica
La Risonanza magnetica è un esame lungo: chi lo affronta deve stare fermo nella stessa posizione per almeno 40 minuti.
Prima di procedere, il radiologo fa accomodare il malato sul lettino ed evidenzia la parte del corpo che sarà interessata dall'esame. Il malato deve spogliarsi e levare ogni tipo di oggetto metallico (orologi, gioielli).
Il malato si deve poi sdraiare nella macchina per la Risonanza. Qui deve cercare di restare immobile e nella posizione richiesta, senza però addormentarsi.
Spesso il tecnico, che rimane fuori della macchina, davanti al terminale del computer che elabora i risultati, parla con chi è dentro per aiutarlo a passare il tempo e a non dormire. Se il malato è agitato perchè soffre di claustrofobia, gli si somministra un po' di sedativo. Concluso l'esame, il tecnico costruisce le immagini della Risonanza attraverso il computer.
Queste sono molte e tutte diverse tra loro, a seconda della posizione in cui sono state prese.
Quando il medico specialista analizza i risultati della Risonanza, è in grado di osservare molto bene le parti del corpo interessate e di ricavare al momento le conclusioni del caso.

Quando fa male il ginocchio
La Risonanza magnetica al ginocchio è stata fatta in questo caso perchè il malato aveva forti dolori all'articolazione, che aumentavano muovendo la parte. Le lastre non avevano evidenziato alterazioni. Il problema è invece un piccolo pezzo di cartilagine ossea del ginocchio che, staccatosi per un piccolo trauma, rimane dentro l'articolazione creando il disturbo. In questo caso, la Risonanza non ha mostrato il problema (le immagini non mostrano il frammento osseo), ma ha indotto il medico alla diagnosi, poi effettivamente corretta.
Il passaggio successivo potrà pertanto essere un'artroscopia al ginocchio.




Come interpretare il referto
Acquisizioni T1 e T2: sono i due tempi di rilevazione del campo magnetico creato dalla parte del corpo interessata in risposta a quello generato dalla macchina. Tali rilevazioni permettono al computer di elaborare le immagini della Risonanza. Queste immagini possono essere di tre tipi (sagittali, coronali, assiali), a seconda della posizione da cui l'immagine è vista. Le tre definizioni corrispondono ai piani X, Y, Z del piano cartesiano (dall'alto, di fronte, di lato).
Segnale: indica la risposta della parte del corpo analizzata dopo lo stimolo del campo magnetico della Risonanza.
La non alterazione del segnale indica che non vi sono anomalie di rilievo.
La presenza di alterazioni a livello del menisco o dei legamenti avrebbe indicato l'anomalia della parte.
Menisco: è una parte di cartilagine che sta nel ginocchio tra il femore e la tibia. In ogni ginocchio ce ne sono due; hanno la forma di un semi-anello e si trovano ai lati della rotula. Servono a favorire il movimento delle articolazioni.
Legamenti crociati anteriore e posteriore: si trovano anch'essi tra tibia e femore, ma svolgono una funzione diversa rispetto a quella dei menischi.
I legamenti infatti "legano" nel vero senso della parola la parte superiore della tibia con il fondo del femore, permettendo il movimento della gamba.
Focali: significa che non sono state localizzate alcune fratture alle ossa.
Liquido nei recessi: l'infiammazione del ginocchio crea una produzione di liquido da parte dell'articolazione stessa che va poi a depositarsi nei cosiddetti "recessi", ovvero nelle cavità che stanno all'interno del ginocchio tra ossa, menischi e legamenti.
Recesso retroquadricipitale: è la cavità che si trova nella parte superiore del ginocchio dove finisce il muscolo del quadricipite che sta sulla coscia.





Fonte: La redazione